lunedì 14 marzo 2016

NICCOLO' GIANI, ESEMPIO DI MISTICA INTRANSIGENZA


Il 14 Marzo del 1941 trovava la morte, durante un assalto sul Mali Scindeli, Niccolò Giani.
Volontario di guerra, sfolgorante esempio di coerenza e Fede. Un Uomo disposto a difendere, con la vita, in condizioni estreme un pensiero radicale.
“Volontariamente, come aveva fatto altre volte, assumeva il comando di una forte pattuglia ardita, alla quale era stato affidato il compimento di una rischiosa impresa. Affrontato da forze superiori, con grande ardimento le assaltava a bombe a mano, facendo prigioniero un ufficiale. Accerchiato, disponeva con calma e superba decisione gli uomini alla resistenza. Rimasto privo di munizioni, si lanciava alla testa dei pochi superstiti, alla baionetta, per svincolarsi. Mentre in piedi lanciava l’ultima bomba a mano ed incitava gli arditi col suo eroico esempio, al grido di: «Avanti Bolzano! Viva l’Italia», veniva mortalmente ferito. Magnifico esempio di dedizione al dovere, di altissimo valore e di amor di Patria”. Questa la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare.

giovedì 10 marzo 2016

Lotta di classe, giustizia sociale e imprenditori

da Zentropa, tradotto in italiano dal francese
« C'e una lotta di classe, ovviamente, ma è la mia, la classe dei ricchi che conduce la lotta. E la stiamo vincendo”
Warren Buffett 

Contrariamente a quanto ribadiscono i liberali di ogni tipo che costituiscono la quasi totalità della classe politica contemporanea (dei liberal-conservatori (sic) ai post-socialisti governativi fino ai liberal-sovranisti et altri centro-liberali), la “lotta di classe” non è affatto una nozione scaduta, un concetto anacronistico da sistemare nei museo delle vecchie ideologie rancide antecedente alla meravigliosa “fine della storia”. Nel contesto di crisi globale che conosciamo, è al contrario totalmente attuale e assolutamente acuta. Ha semplicemente cambiato forma. Si conduce oggi a doppio fronte e il suo cursore interno si è spostato. La lotta di classe del 2016 non è ovviamente la fedele e esatta replica di quella del 19esimo secolo, di Thiers e dei maestri delle fucine di fronte al socialismo francese proudhoniano a al marxismo rivoluzionario, ma rimane una realtà centrale e conosce anche una importantissima intensità oggi, al momento in cui, in Francia, il Medef (equivalente francese di Confindustria) e i suoi domestici governativi vanno all'assalto del Codice del Lavoro, e quando, su scala globale, una manciata di miliardari accaparrano una parte sempre più importante dei beni e delle ricchezze del pianeta.

lunedì 29 febbraio 2016

L'utero in affitto è pura narrazione padronale



di Federico Callegaro


Se l'utero in affitto non vi spaventa è perché ragionate mettendovi nei panni di chi si affida a questa pratica per avere un bambino e non riuscite a identificarvi con chi l'utero lo affitta. Per disponibilità economica, per affinità geografiche e culturali siete più simili a chi commissiona il neonato rispetto a chi lo tiene in grembo. Essere empatici con chi è simile a te è più facile, perciò quando si ragiona intorno a questo spinoso argomento le domande che vi fate sono: "Mi prenderei cura della mamma surrogata?", "sarei rispettoso della sua condizione?", "riuscirei a farla diventare parte della mia famiglia per disinnescare quel retrogusto da transazione finanziaria che oggettivamente aleggia intorno a tutta la vicenda?". Tutti quesiti leciti, domande che rappresentano una reale intenzione di gestire in modo "umano" una situazione molto particolare. Il problema è che partono solo dal punto di osservazione di chi commissiona il figlio e non toccano minimamente la prospettiva della "portatrice", la donna che affitta il suo utero.

Quello che dovrebbe far paura è il messaggio (l'ennesimo) di come chi ha disponibilità economica possa permettersi tutto. La narrazione padronale che la circonda, poi, offre punti di vista parziali e edulcorati. Se volete osservare con occhi diversi tutta la vicenda potete fare un piccolo esercizio: nel futuro prossimo il lavoro manca e vostra figlia fatica ad arrivare alla fine del mese. La pratica dell'utero in affitto è legale e una coppia facoltosa le propone di diventare "portatrice". Sono gentilissimi come pochi datori di lavoro sanno essere e ci provano realmente a inserirla nella loro famiglia. Il problema è che i datori di lavoro gentili sono sempre datori di lavoro. Tua figlia ha bisogno di quei soldi e la relazione con la coppia, sebbene distesa e amorevole, non sarà mai paritaria. Per avere del denaro in più si affida al rischio di avere problemi di salute, al dolore possibile di una separazione (chissà come reagirà il giorno del parto), al fatto di entrare a far parte di un'altra famiglia che non si conosce, di cui non aveva bisogno e da cui è stata passivamente scelta (La vostra famiglia non bastava? Per permettersi di scegliere bisogna non aver bisogno di soldi). Vostra figlia è su un gradino più basso e questo dato di fatto non è possibile addolcirlo con la retorica della bontà dei committenti.
Questo anche perché il mondo, in sostanza, è pieno di padroni illuminati: persone realmente convinte di essere buone, di trattare con dignità i propri sottoposti. Sono numericamente meno dei padroni che comandano in modo brutale (la maggioranza) ma nonostante la loro buona volontà e i solidi principi, quando devono far valere la loro posizione, ci tengono a ricordare che sono "pari" ma anche "primi". Perché sono illuminati, è vero, ma sono soprattutto padroni. E vostra figlia, contro questo dato di fatto, contro questo dato oggettivo di subordinazione economica, non potrà fare nulla. Se il principio secondo cui "chi paga può disporre senza limiti etici" è stato universalmente accettato, dovrà adeguarsi.

Anche il dibattito etico riguarda solo l'affittuario e non chi affitta. Questo anche perché in Italia la partita sulla maternità surrogata è stata giocata di sponda: praticata all'estero e accettata in Tv ma mai coraggiosamente proposta in Parlamento per essere legalizzata o bocciata dopo un chiaro dibattito sul merito. Il fatto che qui sia illegale ci ha fornito la scusa per non metterci nei panni di chi per motivi economici potrebbe diventare madre surrogata. I media, è utile aggiungere, intervistano volentieri le famiglie che pagano per avere un figlio ma i volti delle donne che sono state pagate non arrivano quasi mai nelle televisioni.

Rinunciare a regolamentare una pratica come l'utero in affitto vuole dire affidarsi all'ipotetico buon cuore di queste persone, di erodere il tabù secondo cui non tutto è in vendita e, rinunciando a mettersi nei panni di chi viene assunto per ospitare il seme di altri, nel contribuire a una pericolosa narrazione padronale della realtà.

martedì 23 febbraio 2016

Sigonella: ennesima prova. Italia senza sovranità

da Il primato nazionale

Gli Usa intervengono sempre più pesantemente nel nostro “cortile di casa”. E Lo fanno partendo direttamente da casa nostra. Mentre la società civile è impegnata sul fondamentale tema delle unioni civili, il governo italiano concede la base di Sigonella ai droni armati americani per azioni militari in Libia.Renzi si piega quindi alle richieste di Obama e fa della nostra nazione il trampolino per consolidare l’egemonia militare, politica ed economica americana in un Paese che è storicamente sotto la nostra influenza, e che anche solo per ragioni geografiche avrebbe imposto un nostro intervento in prima persona.
Invece no, perché l’Italia “ripudia la guerra” (Costituzione dixit), quindi si limita a fornire le sue basi per la guerra degli altri.

giovedì 11 febbraio 2016

In un' Europa assediata si arrestano i generali

di A. D'A.

Con l'arresto di Christian Piquemal, Generale pluridecorato in congedo, ex-Commandante della Légion étrangère, le notizie sembrano finalmente attraversare i confini e fare luce su l'inverosimile situazione della città nordica francese ormai nota come “giungla di Calais”. Forse perché, come si sa, le rivolte diventano rivoluzioni quando le forze dell'ordine attraversano le barricate e abbracciano - con i fatti - le ragioni del popolo.
La scellerata cattura di questo membro dell'élite francese è avvenua durante una manifestazione anti-immigrazionea Calais, sabato scorso. Manifestazione organizzata dal ramo francese di Pegida, prontamente vietata dal ministro dell'interno BernardCazeneuvein persona. Un centinaio d'irriducibili, hanno comunque bravato il divieto, radunandosi al grido di “Siamo a casa nostra !”, e reclamando il ritorno alla normalità del territorio.

mercoledì 13 gennaio 2016

"Nutrire il coraggio" di Giovanni Lindo Ferretti

di Giovanni Lindo Ferretti

Le parole meritano rispetto, esigono considerazione, sono esposte a verifica; devono trovare riscontro nelle azioni: nel fare, nel già fatto.
È un racconto di montagne, le montagne di sempre “nella tempra indipendente dei nostri antichi montanari ai quali mai li è possuto comandar perché dicono loro essere liberi”. Le montagne di oggi, tra frane e viadotti, dove tutto sta chiudendo: l’ultimo bar, l’ultima bottega, l’ultima azienda agricola ed erano presidi di una civiltà, di una cultura materiale, ridotte a studio di settore e condannate a morire.
Essere sradicati per sradicare: lo richiede l’economia, l’impone la politica; la finanza, ben salda al comando, ara semina e raccoglie in tabula rasa e delle radici fa cimeli di antiquariato. Una coltre di pesantezza grava sulle cose e sui giorni. Certo le circostanze non sono favorevoli, e quando mai?

giovedì 7 gennaio 2016

Presenti!